La vita in ostello, pro e contro con qualche consiglio utile.

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Dove eravamo rimasti?

Ah già, sono atterrato a Dublino dopo meno di 3 ore di aereo, partito dall’Italia.

Mi stai dicendo che non hai letto il mio primo articolo?
Corri a recuperarlo qui: https://www.italianidublino.com/trasferirsi-a-dublino-vi-racconto-la-mia-storia/

Mi presento: sono Manuel Coletto, mentre sto scrivendo ho 25 anni e vengo dal Veneto, più precisamente da Noventa Vicentina, in provincia di Vicenza. 

Qualche mese fa mi sono deciso ed ho organizzato (neanche troppo) il viaggio, prendendo un volo di sola andata direzione Dublino.

Non posso dire che il mio arrivo a Dublino sia stato traumatico, non ero agitato in maniera particolare. Ero invece preoccupato di cavarmela ai vari controlli dell’aeroporto e al ritiro bagagli.
Se unite il fatto che quello era il mio primissimo viaggio all’estero e che il mio inglese era molto scarso, questi aspetti che per molti possono risultare banali e ripetitivi per me non lo erano affatto.

Fatto sta che in qualche modo riesco a cavarmela. Recuperati tutti i bagagli e passati i vari controlli, sono fuori.

Wow, che vento! Mi avevano detto che in Irlanda piove molto spesso ma quel giorno c’era bel tempo.
Decido di prenderlo come un segno del destino, un modo per darmi il benvenuto.

Salgo sul taxi, riferisco al guidatore il mio indirizzo, che ovviamente con il mio accento ho dovuto ripetere almeno 4 volte, e partiamo in direzione dell’ostello.

L’ostello era una delle mie principali incognite.
Mentre organizzavo il tutto dall’Italia, spesso mi si presentava davanti il problema dell’alloggio.
Affitti molto cari e scarsità di posti sembravano essere i principali problemi di chi volesse fare un’esperienza di vita qui a Dublino.

Uno dei consigli più ricorrenti che si leggevano online era quello di non concentrarsi troppo nel trovare l’alloggio mentre si era ancora nel proprio paese, ma pensare piuttosto di trovarne uno provvisorio per almeno un paio di settimane, in modo da poter cercare casa direttamente da qui e aumentare le possibilità di successo.

Con il senno di poi posso dirvi che funziona esattamente così.
Se state cercando casa sarà praticamente impossibile trovarla dall’Italia. La richiesta è tanta e gli alloggi sono pochi.
Quindi pensate prima a qualcosa di provvisorio, tipo un b&b o un ostello. Sarà la soluzione più semplice almeno che non abbiate intenzione di appoggiarvi ad una agenzia che vi possa aiutare in tutto (casa, burocrazia, lavoro, percorso di studio). In tal caso mi sento di consigliarvi EazyCity, che è un’agenzia con la quale collaboro e che ho avuto occasione di scoprire. Ovviamente tutto dipende sempre da cosa state cercando e da quali sono i vostri obiettivi.

Parlando del mio caso, optai per un mese di ostello.
Wow, un mese è tanto! Ne ero consapevole.
C’è anche da considerare che io in ostello non c’ero mai stato.
Certo, sapevo a grandi linee com’era strutturato ma non l’avevo mai vissuto in prima persona.

Degli ostelli se ne sentono di ogni. Che sono sporchi, poco sicuri, con poca privacy e magari anche con il rischio di trovare brutta gente.
Potrei ora cominciare a difendere queste strutture e ad elencarvi un sacco di punti a favore che ho sperimentato io in prima persona, ma la verità è che gli ostelli non sono per tutti.

Proprio così, non siamo tutti uguali e dobbiamo riconoscerlo. Personalmente ho sentito un sacco di storie negative sugli ostelli, ma altrettante di positive. Anzi, spesso chi mi parla di ostelli me ne parla come una delle cose più belle e importanti che si possano fare in un’esperienza di viaggio.

Io penso che l’ostello possa essere una grande opportunità di crescita ed una bellissima esperienza di vita, ma penso anche che per poterne cogliere tutto ciò di buono che si può cogliere bisogna anche essere pronti mentalmente, nel modo giusto e con un approccio aperto.

Ripeto che a mio avviso non tutti sono portati inizialmente, ma sono convinto che a tutti possa portare qualcosa di positivo.

Per me è stata un’esperienza pazzesca. Non dico che sia sempre stata una passeggiata, ci sono dei momenti molto duri e pieni di frustrazione, ma alla fine del percorso ciò che questa permanenza mi ha lasciato, supera di gran lungo tutti i momenti di disagio che ho vissuto tra quei letti a castello.

La mia era forse una delle situazioni più estreme che si possa vivere in un ostello: città nuova con una lingua che non parlavo bene, situazione Covid che oscillava continuamente e portava sempre nuove incertezze e nuovi timori, camerata da 16 letti e un intero mese di pernottamento. Mica male eh?

Mi rendo sempre più conto che quando faccio una scelta spesso e volentieri, specie se devo fare qualcosa di nuovo, passo da 0 a 100 in maniera estrema. Non so quanto sia sana questa cosa, fatto sta che ne sono sempre uscito vivo e migliore di prima.

Il primissimo approccio è stato delirante. Immaginate io che entro con queste valige in un posto assurdo (l’ostello era costruito all’interno di un ex cappella e le stanze erano delle vecchie zone di preghiera), vado alla reception e con il mio inglese ridicolo cerco di farmi capire. Al che parte un discorso molto articolato della ragazza che lavorava lì accompagnato da una parola che continuavo a ripetere come fosse l’unica esistente: “Yes!”.

In qualche modo capii che dovevo prendere quella tessera che sarebbe stata la chiave di casa mia per tutto il mese successivo, e andare alla stanza numero 8. Così feci.

Dopo circa 15 minuti passati a cercare la stanza in quello che era un vero e proprio labirinto, riesco a trovarla. Ed eccolo lì, il mio letto. Ovviamente erano tutti letti a castello, il mio era quello in basso.

Uno dei tanti corridoi in cui mi sono perso. Fortuna che mi piacciono i murales!

Poso le valige, cerco di ambientarmi e organizzare le mie cose.
Ad un certo punto alzai gli occhi, mi guardai attorno e vidi i miei compagni e compagne di stanza. Lì realizzai che non mi trovavo in un semplice luogo dove poter dormire e fare colazione, ma capii che quello era anche un luogo di viaggiatori, di ragazzi e ragazze che per un motivo o per l’altro si trovavano lontano da casa, pronti a viversi un’avventura, breve o lunga che fosse.

Non so come spiegarlo, ma la sensazione era proprio questa. Si percepiva senza un senso troppo logico. Leggevo negli occhi di quelle persone mille storie diverse. Era gente di ogni tipo, di tutte le età e di caratteristiche varie. Spagnoli, brasiliani, inglesi, americani, portoghesi, polacchi, tedeschi, indiani e qualche italiano.
Capii di essere nel posto giusto.

Anche se può sembrare strano visto le cose che faccio, inizialmente io sono molto timido. Mi ci vuole un po’ per “scaldarmi”. Quindi ammetto che i primi giorni non sono stati molto interessanti tra quelle mura.

Il bello di questi posti però è che anche se sei una persona timida, prima o poi ci sarà sempre qualche curioso o curiosa che vi farà qualche domanda cercando di capire qualcosa di voi. Questi sono momenti molto importanti, se vi capitano vi consiglio di non essere timidi o diffidenti. Lanciatevi, fidatevi del prossimo e cogliete tutto quello che potete. Ascoltate, fate domande e interessatevi alla vita degli altri. Non potete immaginare quanto si possa imparare anche se non parlate bene la lingua. A volte basta uno sguardo o un gesto per conoscere qualcuno in profondità. Ve lo assicuro.

La stanza dell’ostello. L’ostello era un ex cappella ed è tutt’oggi adiacente ad una chiesa anche se non centra più nulla.

Ok lo so, molti di voi sono interessati ai dettagli più tecnici e pratici quindi va bene, eccovi un bel elenco di pro e contro dell’ostello basato sulla mia personale esperienza (ricordatevi che per ognuno sarà diversa).

Partiamo dai pro che ci piacciono di più e ci motivano. Ho individuato 6 punti principali:

1. Sicuramente la cosa più bella dell’ostello, come già accennato, è il conoscere persone di ogni dove. Senza muovervi dal vostro letto potrete fare il giro del mondo parlando con gente di ogni paese. Scoprirete che ognuno è lì per un motivo diverso ma che in realtà in qualche modo si è tutti legati da un filo conduttore, un minimo comune denominatore che spesso riguarda la curiosità, la voglia di scoprire il mondo e di mettersi in gioco.

2. Un’altro aspetto da non sottovalutare è ovviamente quello del prezzo. In media gli ostelli sono meno cari di hotel e sistemazioni private. Nella maggior parte inoltre c’è anche la colazione inclusa.

3. Anche la colazione la metto nell’elenco dei pro, non tanto per la qualità del cibo e delle bevande, ma per l’importanza del momento. La colazione infatti sarà un’occasione perfetta per conoscere persone e fare conversazione, anche con chi non è della vostra stanza. Tutto questo lo potrete fare anche nelle aree comuni, altro grande pro degli ostelli.

Una mia colazione tipica. Un po’ inquietante a vedersi, vi assicuro che so fare di meglio 🙂

4. Quasi tutti gli ostelli hanno delle aree ricreative comuni dove spesso si possono trovare giochi da tavolo, tv con videogiochi, libri e musica. Solitamente ci si passa il tempo libero per rilassarsi o anche qui per conoscere gente e chiacchierare.

5. Un’altra cosa che mi è capitata spesso è quella di ricevere e dare un aiuto. Certo, negli hotel avete una reception, ma negli ostelli oltre a quella si potrà contare nell’aiuto degli altri compagni di stanza. Qualche esempio? Shampoo finito, un fazzoletto, qualcosa da sgranocchiare, un’indicazione su un’attività da fare o più semplicemente un consiglio su dove andare a mangiare se siete appena arrivati. Nessuno si farà problemi ad aiutarvi, in questi ambienti è normalissimo.

6. Esercitare la lingua. In Irlanda come sapete si parla inglese che è anche la lingua che solitamente accomuna i viaggiatori da ogni luogo del mondo. Esercitare il vostro inglese sarà divertente e molto meno traumatico visto che quasi nessuno in queste situazioni lo parla perfettamente. Se è vero che per imparare bene una lingua ci si dovrebbe confrontare con un madrelingua, penso che sia altrettanto vero che appena arrivati in un paese nuovo possa far bene comunicare ad esercitarsi con qualcuno che è più al nostro livello e che ci possa mettere meno a disagio. Vi stupirete della quantità di discorsi che si possono fare con pochissime parole.

Ora veniamo ai tasti dolenti, i contro del vivere in ostello. In questo caso di punti principali ne ho individuati 5:

1. Privacy. Per quanto possa essere bello e stimolante avere gente da tutte le parti del mondo che vive con noi, a volte può capitare di soffrire un po’ per la scarsità di privacy. C’è da considerare che raramente vi troverete da soli tranne che nel bagno. A volte anche delle azioni banali che siamo abituati a fare a casa nostra in solitudine possono metterci a disagio se compiute davanti agli altri. Vi faccio qualche esempio personale, non mettetevi a ridere: inizialmente mi imbarazzavo ad asciugarmi i capelli con il fon davanti agli altri. Non vi so dire il perché, era una cosa che non avevo mai sperimentato se non con pochi intimi. Vuoi per il rumore o per le espressioni strane che faccio mentre mi sparo aria calda in testa, la cosa mi metteva un po’ a disagio. In bagno non c’era una presa di corrente e quindi dovevo farlo sul letto, spesso davanti agli altri. Questo per farvi capire che ognuno di noi ha le sue pare e ciò che magari per me è banale per qualcun altro potrà essere un problema. Posso solo dirvi che è una cosa che si supera nel giro di qualche giorno. Ora sono un esperto asciugature di capelli in pubblico.

2. La pulizia può non essere sempre delle migliori. Se è vero che ogni giorno verranno a pulire i bagni è altrettanto vero che basta una sola persona maleducata per sporcare. E sì, anche in ostello si possono trovare persone poco rispettose degli spazi comuni. Posso dire che in linea generale non ho avuto grandi problemi, ma mettete in conto di poter trovare qualche sorpresa spiacevole di tanto in tanto. Salviette igenizzanti sempre pronte, mi raccomando.

3. Un’altro aspetto non sempre simpatico è quello del rumore. Rassegnatevi, di notte ci sarà sempre qualcuno che torna tardi, qualcun altro che si alza prima di voi, altri ancora che russano o che parlano nel sonno o che più banalmente vanno in bagno nel cuore della notte. Fa parte del gioco. Personalmente penso sia stato utilissimo tutto questo perché ho imparato a dormire anche in condizioni rumorose. Pensavo fosse una cosa che o si ha o non si ha e invece ho scoperto che ci si può abituare.

4. Non ci sono tutti i comfort degli hotel. Dimenticatevi asciugamani, spazzolini e dentifricio inclusi o il letto rifatto ogni giorno. Tutto ciò di cui sarete forniti sarà un set di coperte per dormire, che solitamente vengono cambiate una volta a settimana, e il sapone per le mani in bagno. Al resto dovrete pensarci voi.

5. Lo spazio non sarà molto. Il vostro armadio sarà la vostra valigia. Oltre a un piccolo armadietto dove poter depositare uno zaino e altre poche cose, solitamente non ci sono armadi o scaffali in stanza. Alcuni ostelli hanno zone predisposte a deposito, ma in linea generale preparatevi a diventare degli ottimizzatori di spazio. Mi raccomando portatevi sempre un lucchetto.

Fatemi sapere voi se avete qualche punto a favore o a sfavore degli ostelli da segnalare. Come ho già scritto tutto questo si basa sulla mia personale esperienza e sono convinto che ognuno ne farà una diversa e potrà cogliere degli ulteriori aspetti.

Se vi fa piacere potete iscrivervi al mio canale YouTube dove potrete trovare sempre nuovi video delle esperienze che sto vivendo qui a Dublino: https://www.youtube.com/channel/UCmzNFi-0zcEaET9XZgTSVOw


Qui sotto troverete il mio ultimo video dove giro la città di Dublino con Fulvio, una guida locale con una grande passione per le storie e gli aneddoti di questi posti.

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Cover image: Hostelworld – Turn Hostel, Ljubljana

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