Lavorare in Irlanda: i consigli e l’esperienza di Nadia

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Intervista a Nadia, italiana a Dublino. Originaria di Roma, Nadia ha 32 anni ed è arrivata a Dublino da circa due mesi per intraprendere un’esperienza di tirocinio da giornalista. 

 

Ciao Nadia, ci puoi raccontare quali sono i motivi che ti hanno spinto verso Dublino?

Ciao! Dunque, i motivi sono stati diversi, alcuni… spero di poterli raccontare un giorno!
Comunque posso dire che la decisione di trasferirmi qui l’ho presa pochi mesi fa, mentre mi trovavo ancora in Germania dove ho vissuto per quasi un anno. La Germania è stata la mia prima esperienza di “fuga” dall’Italia , rimandata in realtà dai tempi dell’università. Ma nonostante le mie grandi convinzioni e aspettative su quel Paese c’è stato – ahimè – un amaro disincanto , ed ho così iniziato a pensare a Inghilterra/Irlanda. Ho iniziato a raccogliere informazioni su vari blog (in primis proprio ItalianiDublino.com!) e in generale in internet, o anche da amici e conoscenti di amici che vivono o hanno vissuto qui. Non che Dublino venisse dipinta come la Terra promessa ma tutti la descrivevano in modo entusiastico, questo si..

Di cosa ti occupi in questo momento e quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sto collaborando da agosto con la rivista ITALIA STAMPA, diretta da Concetto La Malfa. Amo scrivere, e ho promesso a me stessa che un giorno scriverò un libro. Avrei sempre voluto fare un’esperienza in ambiente giornalistico, e con questo periodico sto avendo l’opportunità di muovere i miei primi piccoli passi. Progetti futuri: non voglio smettere di coltivare questa passione per la scrittura e desidero investire i miei sforzi su questa, e farne nel tempo la mia professione. Ma per far questo devo prima cercare una occupazione qui! Spero di rimanere in questa splendida terra irlandese, e farò di tutto per restare. Vorrei anche avvicinarmi un giorno ad un settore come quello del marketing sociale, in modo da includere il mio altro grande interesse, quello per le politiche umanitarie.

Com’è stato l’impatto con la realtà irlandese e, se ce ne sono state, quali le prime difficoltà? 

L’impatto è stato davvero positivo. Credo che chiunque si sia trasferito qui abbia avuto la sensazione di entrare in una realtà
pulsante, in continuo movimento, frenetica. E’ una piccola terra l’Irlanda fatta di grandi distese di verde e mare, ma ha un potente motore!
Al momento cercare casa non è affatto semplice, ad esempio. La domanda è altissima. I prezzi di conseguenza sono spesso spropositati. E in molti casi gli affitti sono vincolati al possesso di un contratto di lavoro. Per cui chi non ha la fortuna di averlo deve spesso adattarsi a soluzioni spesso perfino più costose e non agevolissime.

Cosa pensi del mondo del lavoro nella capitale irlandese, ci sono buone opportunità per gli italiani?

Riguardo alle opportunità di lavoro per noi italiani, forse ecco io posso dire di rappresentare il caso del giovane italiano medio, laureato, entrato nel mondo del lavoro da una decina d’anni, ma senza specializzazioni significanti.
Sappiamo tutti delle tante aziende multinazionali che operano qui e che, nonostante la crisi che ha colpito anche l’Irlanda, costituiscono un bacino più “protetto” e sono costantemente alla ricerca di personale straniero. Il problema è però al momento il numero altissimo di stranieri ed italiani che si sono trasferiti qui, che hanno abbondantemente coperto le richieste del mercato. Per il famoso “sentito dire” non è neppure così semplice trovare lavoro in bar o ristoranti italiani, che sono moltissimi ma sono anche il ricettacolo primario per tutti – o quasi – i connazionali che vogliono trovare un lavoro qui. Non bisogna essere pessimistici, il mercato irlandese non è fermo. Occorre però valutare realisticamente la situazione in modo da non scoraggiarsi.

Che consigli daresti a chi è ancora in Italia ma vorrebbe lavorare in Irlanda?

Premunirsi di una ricca dose di coraggio, intraprendenza e di una almeno discreta conoscenza della lingua inglese. Conosco casi di persone che hanno trovato lavoro qui dopo poche settimane, ma bisogna mettere in conto che la concorrenza è davvero alta, ad ogni livello. E sicuramente occorre venire qui con risorse adeguate: possono passare mesi prima di trovare lavoro.
Preparatevi poi a correre! Dublino si muove veloce. Chi vive qui sa ad esempio cosa vuol dire arrivare in tempo ad un appuntamento a Stephen’s Green passando per O’Connell Street, Trinity e Grafton Street negli orari di punta! E noterete subito l’abilità con cui tanti attraversano ai semafori..Credo che per i più temerari sia una specie di sport evitare pericolosamente il flusso , anche quello veloce, delle auto!

Sei contenta di aver scelto l’Irlanda? 

Assolutamente! L’Irlanda è una terra meravigliosa e Dublino sembra davvero avere una componente che la rende speciale. Ha una varietà di colori che non ha nulla da invidiare alle più grandi metropoli. Ci sono colori ovunque..nella gente, nei locali, nelle case. Si ha realmente la percezione di muoversi ogni giorno in una città cambiata. Sicuramente anche il tempo e i suoi riflessi fanno la loro parte in questo!

Quali pensi siano i settori o i ruoli professionali per i quali la città di Dublino offre maggiori opportunità?

Sicuramente il settore IT è quello che offre maggiori opportunità. Ma anche quello finanziario o del marketing. Vengono però richieste spesso esperienze anche pluriennali.

Quanto è importante la conoscenza della lingua inglese per trovare un lavoro?

Non si può certo dire che non sia importante. E’ importante a iniziare dalla stesura del CV o della cover letter, è importante se si viene contattati per una intervista telefonica, ed è fondamentale nei colloqui. E’ forse scontato dirlo, ma è importante specializzarsi innanzitutto in questo.

Quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato tra la realtà italiana e quella irlandese nel mondo di chi è alla ricerca d’impiego?

Io partirei da un aspetto che penso sia fondamentale. In Italia quante volte si viene quasi “scherniti” (passatemi il termine) per il fatto di avere una passione o una ambizione? Ci si sente quasi tacciati di “allunaggio” solo perchè la nostra società o il nostro mercato non ci permettono di realizzare le nostre personali aspirazioni. Io, sino a due anni fa, ero una di quelle persone che non pensava nemmeno più alle proprie aspirazioni, perchè a lungo andare ci si convince che tanto sono solo utopie.
La differenza tra l’Italia e l’Irlanda? L’Irlanda è uno dei paesi in cui il “can attitude” ha realmente modo di emergere.
In Italia o, purtroppo, in ambienti italiani all’estero (anche qui a Dublino), quando si presenta un CV ci si sente ricordare il fatto che si è la venticinquesima persona della giornata ad aver cercato lavoro. Qui in Irlanda si ricevono risposte anche da grandi aziende, ed anche solo per rincrescersi di non avere posizioni aperte per il tuo profilo. In Italia vige il disfattismo, che è insieme effetto e causa delle nostre crisi. In paesi come l’Irlanda non ci si sente dire che tanto non ce la farai, non si ha la percezione, nonostante le difficoltà comunque presenti, che ci si sta aspettando troppo. Si ha invece la percezione di essere considerati, valorizzati, e, credetemi, tutto questo è fondamentale per la nostra crescita personale e professionale.


Luca Cattaneo

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