Folletti Irlandesi: alla scoperta del Leprechaun

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Chi non ha sentito parlare almeno una volta del mitologico folletto irlandese? 

Cappello verde, barba rossiccia e una pentola d’oro nascosta là dove nasce l’arcobaleno: sono caratteristiche peculiari del leprechaun (a volte tradotto come lepricano o leprecauno), nell’immaginario moderno.

  • IL NOME

Questo curioso nome, che compare per la prima volta in un’opera letteraria datata 1604, deriverebbe dal gaelico moderno leipreachán, che significa piccolo spirito. Il termine sarebbe a sua volta derivato da luchorpán, cioè spiritello d’acqua. Si ritiene che quest’ultima parola significhi anche mezzo corpo in quanto queste particolari creature del folklore irlandese sono considerate in parte fisiche e in parte spirituali.

Un’etimologia alternativa viene suggerita dall’Oxford English Dictionary, che lo fa derivare da leath bhrógan, cioè ciabattino, poiché il leprechaun è spesso rappresentato nell’atto di riparare scarpe.

  • STORIA

La leggenda vuole che i leprechauns vivessero con gli altri componenti del cosiddetto Piccolo Popolo (fate, gnomi e altri tipi di folletti…) in Irlanda prima dell’arrivo dei Celti. Per questo motivo i luoghi di culto di epoca pre-celtica (i cerchi di pietra che si possono trovare in gran numero sull’isola) sono associati a questo particolare filone della mitologia ed erano considerati in passato i portali attraverso i quali il nostro mondo si poteva collegare con il mondo spirituale abitato da queste e altre creature.

  • ASPETTO

Il colore verde ha iniziato ad essere associato al leprechaun solo in epoca moderna, a partire dal secolo scorso. In passato si riteneva che il folletto fosse solito vestire di rosso, con ricami dorati e un cappello a punta, ma lo stile dell’abbigliamento poteva variare da contea a contea. La sua giacca doveva avere per tradizione sette file di sette bottoni. Sotto la pioggia, spesso il leprechaun sarebbe solito nascondersi in un cappotto pesante, che lo rendeva meno riconoscibile. Si credeva fosse alto circa tre piedi, una statura decisamente più importante di quella che gli è oggi associata nell’immaginario collettivo. 

  • COMPORTAMENTO

Creatura solitaria e schiva, si differenzia dalla sua variante notturna, il Clurichaune, che pare invece ami fare baldoria ed ubriacarsi al chiaro di luna. L’hobby preferito dai leprechauns è quello di riparare scarpe: hanno la fama di infaticabili ed espertissimi ciabattini. Pare inoltre nascondano tesori che custodiscono gelosamente. Nonostante siano creature solitarie sono abili nell’arte dell’eloquenza e la loro furbizia è superlativa.

Un esempio? Leggenda narra che un giovane, catturato un leprechaun, lo costrinse a rivelare l’ubicazione del suo tesoro. Il folletto lo condusse in un campo e gli indicò una pianta sotto la quale giaceva nascosto l’oro. Il giovane legò dunque alla pianta un nastro rosso, per riconoscerla tra le tante, e si recò a procurarsi una pala, facendo promettere al leprechaun che non avrebbe rimosso il nastro. Il folletto fu di parola: quando il giovane tornò trovò un’infinità di nastri identici su ogni pianta del campo, che avrebbe reso impossibile rintracciare il luogo del tesoro sepolto.

Si ritiene infine che i leprechauns possano avere poteri magici, come quello di sparire quando non vengono fissati direttamente. In conclusione, si dice che siano creature non del tutto buone e non del tutto cattive.

Luca Cattaneo

 

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